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FAI LA MODA GIUSTA

  • Immagine del redattore: Ceas Santa lucia
    Ceas Santa lucia
  • 24 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 27 gen

Inizia il nuovo progetto di educazione ambientale del CEAS Santa Lucia, con tematica la fast fashion


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Progetti di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile sulla tematica della “fast fashion” destinato agli enti pubblici titolari di CEAS iscritti nella sezione A del RERC (DGR n. 35/69 del 4.7.2025 – Azione 2) 




Il progetto

Oggi, la società occidentale è sommersa da vestiti a basso costo, prodotti dalla fast fashion. Questo modello di consumo ha un impatto devastante non solo sull'ambiente e sulle condizioni di vita dei lavoratori, ma anche sulla salute psicologica dei consumatori, intrappolati in un ciclo di acquisti compulsivi.

Il nostro progetto nasce per contrastare questo fenomeno, promuovendo un consumo consapevole e sostenibile. Attraverso diverse azioni mirate, vogliamo sensibilizzare la comunità, incoraggiare l'economia circolare e offrire alternative concrete e virtuose all'acquisto continuo di nuovi capi.

 

Obiettivi:

  1. Sensibilizzare e informare studenti e cittadini sui danni ambientali ed etici della fast fashion.

  2. Educare al riuso, al riciclo e alla riparazione dei vestiti, prolungandone la vita.

  3. Creare opportunità concrete di scambio e dono per ridurre gli sprechi.

  4. Stimolare la partecipazione attiva della comunità verso un modello di consumo più etico e sostenibile.


Contenuti del progetto con specifico riferimento alla tematica della “fast fashion”:

 

Il progetto affronta la tematica della fast fashion con azioni che coinvolgono vari target con l’obiettivo di  sensibilizzare i partecipanti sui diversi impatti di questo fenomeno.

 

I contenuti si concentrano su come la fast fashion contribuisca in modo significativo all'inquinamento e allo sfruttamento delle risorse naturali. Verranno esplorati temi come:

 

  • L'impronta idrica: La produzione di un singolo capo di abbigliamento, in particolare il cotone, richiede migliaia di litri d'acqua. Verrà mostrato come questo processo prosciughi le falde acquifere e inquini i corsi d'acqua.

 

  • L'uso di sostanze chimiche: Tintori e finissaggi chimici non biodegradabili finiscono spesso nei fiumi, distruggendo gli ecosistemi acquatici e mettendo a rischio la salute umana.

 

  • I rifiuti tessili: L'eccessiva produzione e il ciclo di vita brevissimo dei vestiti portano alla creazione di enormi discariche di rifiuti tessili in tutto il mondo, con tempi di decomposizione lunghissimi. Verranno mostrati video e documentari che testimoniano queste drammatiche realtà.

 

Il progetto non trascura le conseguenze umane e sociali della fast fashion. Verranno discussi:

 

  • Le condizioni di lavoro: Lo sfruttamento dei lavoratori in fabbriche tessili con paghe minime, orari estenuanti e ambienti di lavoro non sicuri.

 

  • Il consumismo e il benessere psicologico: Il ciclo continuo di nuove collezioni e l'acquisto compulsivo creano un senso di insoddisfazione e un circolo vizioso che incide negativamente sul benessere psicologico dei consumatori.


  • Focalizzare l’attenzione sui bisogni reali e i bisogni indotti dal consumismo.

 

 

Il progetto propone soluzioni concrete e un cambio di prospettiva per contrastare la fast fashion:

 

Riuso e scambio: con azioni come la "seconda vita delle cose" per dare nuova vita ai vestiti attraverso lo scambio e la riparazione (rammendo, upcycling). Verranno forniti strumenti pratici per dimostrare che è possibile rinnovare il proprio guardaroba senza comprare nulla di nuovo.

 

Consumo consapevole: Si incoraggerà l'acquisto di capi di qualità che durino nel tempo e il supporto a marchi etici e locali. Verrà promossa l'idea di "comprare meno, comprare meglio".

 

Attraverso le attività scolastiche, i workshop e l'evento finale, si mira a creare una nuova generazione di consumatori e cittadini consapevoli, capaci di distinguere tra un acquisto dettato da un bisogno reale e uno generato dal marketing aggressivo.

 

Tutti i contenuti sono strutturati per passare dalla sensibilizzazione all'azione concreta, offrendo ai partecipanti non solo la comprensione del problema, ma anche gli strumenti per far parte della soluzione.



Il progetto è finanziato dalla Regione Sardegna all'interno del progetto di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile sulla tematica della “fast fashion” destinato agli enti pubblici titolari di CEAS iscritti nella sezione A del RERC (DGR n. 35/69 del 4.7.2025 – Azione 2).


Seguiteci per tutte le novità.

 
 
 

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